Belize
Aprile 2011 - Mail di Caterina Vetrò e Pino Scotto:
"Vivendo parte cospicua del mio tempo in un paese in via di sviluppo come il Belize, è impossibile non confrontarsi quotidianamente con le afflizioni che la gente locale è costretta a fronteggiare per vivere una vita dignitosa. Consapevole di poter apportare un beneficio tramite la mia professione, ho deciso senza esitazione di avviare questo progetto, inizialmente solo con le mie forze e senza finanziatori. Già oggi posso ringraziare amici che mi hanno dato un contributo prezioso per avviare il progetto, e noti artisti con cui stiamo organizzando eventi musicali per raccogliere fondi.
Stiamo lavorando nelle aree dell’architettura ecosostenibile, agricoltura sociale, assistenza socio-sanitaria, ed educazione di strada per contribuire a dare una casa e migliorare la vita di anche pochi tra le migliaia di bambini ed adolescenti abbandonati, abusati e vittime di sfruttamento.
Nella speranza che questa mia causa possa diventare condivisa da molti, questa email è ad introdurvi il sito Internet del mio progetto www.rainbowbelize.org e ringraziare in anticipo tutti quelli che la sosterranno. Ma anche coloro che sinora non l’hanno fatto, perchè mi hanno dato ancora più determinazione per non arrendermi!
un caro saluto, Caterina e Pino".
Ho già riparato un tablet che verrà destinato in Belize per sostenere il progetto e ho dato la disponibilità per fornire dei pc da mandare nel villaggio (Massimiliano).
RAINBOW BELIZE a Barzakh Falah (casa-fattoria eco-sostenibile per orfani): concept note di progetto
MIGLIORARE IL BENESSERE PSICOSOCIALE DI ORFANI, BAMBINI ABUSATI, ABBANDONATI, DI STRADA
DISEGNARE INTERVENTI SOCIO-ECONOMICI ATTRAVERSO PROGETTI PILOTA IN AGRICOLTURA SOCIALE
PROMUOVERE LA QUALITA’DI VITA (QOL) FORNENDO EDUCAZIONE E FORMAZIONE
EDUCARE ALLA SALUTE E NUTRIZIONE
FORNIRE ASSISTENZA SANITARIA E PSICOLOGICA
Paese d’intervento: Belize, America Centrale
Area: Georgeville, Cayo District
Durata del progetto: permanente
Data di avvio: da acquisizione fondi
Maria Caterina Vetro
Psicologa (03/7428 Regione Lombardia)
Esperta in progetti di Cooperazione allo Sviluppo
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; skype: caterinavetro
+501 6297526; +39 347 714 3890
- DESCRIZIONE DEL PROGETTO
IL CONTESTO E L’ANALISI DEI BISOGNI – IL BELIZE E GLI ORFANI
Il Belize, quale Paese in Via di Sviluppo (PVS), lotta per superare le numerose sfide e le problematiche sociali conseguenti al notevole stato di povertà.
Il Country Poverty Assessment redatto dall’UNDP mostra che il 33.5% della popolazione continua a vivere sotto la soglia di povertà (nelle aree rurali la percentuale è pari al 44,2%), di cui il 10% in stato di indigenza e il 22% delle famiglie mononucleari matriarcali in condizioni di estrema difficoltà (UNDP, 2009 Country Report).
1/3 della popolazione non ha accesso ad un’adeguata quantità di cibo, mentre 1/9 non riesce a soddisfare bisogni alimentari di base. La situazione economica del paese sta gradualmente peggiorando a causa dell’aumento del debito pubblico (97%). Il distretto di Cayo, a Nord Ovest del paese e confinante con il Guatemala, riporta indici di povertà (P:I:) pari a 41%.
Lo stato Belizeno non possiede risorse economiche né personale e strutture sufficienti a sostenere i programmi di assistenza/educazione psicosociale e di salute.
Attualmente ci sono 5,500 bambini abbandonati in Belize (pop. totale 333,000 nel 2010), molti dei quali vittime di abusi, violenze e prostituzione (UNICEF, 2007). Non esistendo strutture di accoglienza e cura destinati a loro destinati, la conseguenza è che questi bambini in numero consistente siano stati assegnati al corrotto sistema di affidi o –nella maggioranza dei casi- lasciati al loro destino di strada.
Il sistema di affidi in Belize offre poche speranze per il futuro di questi bambini, in quanto le famiglie ospitanti cercano di trarre vantaggio dai pochi dollari (3 euro circa) che il Governo mette a disposizione, senza curarsi del loro sviluppo umano.
C’è dunque un evidente bisogno di centri di accoglienza permanente in Belize.
Oltre alla controversa situazione degli affidi, ci sono molte problematiche connesse alla legislazione, che sancisce per legge:
- l’obbligo di riallocazione dei bambini dopo soli 3 mesi: questo continuo cambiamento si ripercuote sullo stato di salute psicologica, traducendosi in vissuti di abbandono, e traumi nello sviluppo
- il rilascio definitivo dal sistema all’età di 16 anni, senza guida o alcun tipo di accompagnamento; conseguenza diretta è il ritorno alla vita di strada
Le problematiche che Barzakh Falah sta attualmente affrontando sono quelle di modificare la politica di riallocazione di 3 mesi, aumentare l’età di presa in carico del sistema, e raccogliere fondi per dare l’opportunità a questi bambini di avere un centro di accoglienza e cura permanente.
PROPOSTA D’INTERVENTO
AREA PSICOSOCIALE
Il paese non dispone di risorse (economiche ed umane) e infrastrutture per implementare programmi destinati a orfani, bambini abbandonati ed abusati.
Ulteriori problematiche psicosociali connesse a questa condizione sono:
- lo stato generale di malnutrizione
- lo stato di povertà
- la mancanza di un percorso di reinserimento
INTERVENTO: coerentemente allo scenario delineato, il presente programma intende:
- Implementare il programma esistente di Barzakh Falah di costruzione di una casa-fattoria eco-sostenibile per bambini orfani, abbandonati ed abusati
- Fornire educazione e formazione al fine di migliorare il reinserimento psicosociale e professionale
- Intervenire nelle aree di sensibilizzazione, educazione, e prevenzione relata a nutrizione e salute:
- o Educazione nutrizionale e alla salute, finalizzate alla riduzione di malnutrizione e malattie
- o Sensibilizzazione su malattie metaboliche (diabete, obesità), prevenzione
- o Orti comunitari come strumento di educazione alla salute, produzione per auto-consumo, vendita di prodotti lavorati, acquisizione di “best practices”; enfasi sarà data a cibi della tradizione locale
- o Valorizzazione di rimedi naturali (piante medicinali Maya)
AREA AGRICULTURA:
INTERVENTO: conseguentemente all’opportunità di utilizzare 12 ettari di terreno, sarà realizzato un “progetto pilota” in Agricoltura Sociale (V Annex), nuovo modello d’intervento in progetti di Cooperazione allo Sviluppo, nonché metodo per fronteggiare problematiche socio-economiche dei beneficiari, con le seguenti finalità:
- Promuovere programmi di Agricoltura Sociale destinati a bambini sottoprivilegiati, che coniughino la produzione per l’auto-consumo e la vendita per la generazione di piccolo reddito
- Aumentare la produzione di cibi freschi e genuini nella comunità
- Migliorare la situazione nutrizionale dei bambini, combattendo malnutrizione
- Creare un’”etichetta solidale” per valorizzare la dimensione solidale dell’acquisto
- Valorizzare l’agricoltura biologica e sostenibile
- CONTROPARTI
LOCALI
Barzakh Falah ONG: la mission di Barzakh Falah è di garantire un sicuro, amorevole e auto-sufficiente centro di accoglienza a bambini orfani, abbandonati ed abusati del Belize (www.barzakhfalah.com).
Il progetto Rainbow Belize, istituzionalmente approvato e supportato in Italia da “SMOM ONLUS – Solidarietà Medico-Odontoiatrica nel Mondo”, sarà operativamente eseguito da periodiche missioni della Dott.ssa Maria Caterina Vetro, Psicologa, ideatrice e Capo Progetto, esperta in progetti nell’area Cooperazione allo Sviluppo (vedi CV allegato). L’opportunità di fornire missioni sanitarie da parte di professionisti internazionali sarà strettamente correlata alla disponibilità di fondi; il supporto di volontari (professionisti e non) è fortemente auspicata, e contemplata grazie a supporto logistico della controparte locale, al fine di fornire all’esperienza un forte accento interculturale (www.rainbowbelize.org).
REFERENZE ISTITUZIONALI IN ITALIA
“SMOM Onlus, (Solidarietà Medico-Odontoiatrica nel Mondo” sarà la referenza istituzionale in Italia per il progetto “Rainbow Belize”; tale referenza è sancita tramite un accordo di partnership.
SMOM Onlus, è un’Organizzazione no-profit con sede legale a Milano, nata nel 2004 e operativa in 4 continenti. Nasce dal contributo di cittadini e professionisti che dai primi anni
- STRATEGIA D’INTERVENTO
Durante la missione di identificazione della Dott.ssa Vetro (Dicembre 2010-gennaio 2011) è stata verificata la fattibilità del progetto, formato un accordo di partnership con Nancy e Jaime Marin (fondatori di Barzakh Falah), e definite le priorità operative.
Fase 1: Progetto Pilota
La strategia di fundraising del progetto “Rainbow Belize” dipenderà nella prima fase pilota strettamente da donazioni private. Tale fase pilota sarà focalizzata, oltre che sull’operatività nelle aree psicosociale, edilizia eco-compatibile e agricoltura sociale, su una corretta definizione delle metodologie d’intervento e un corretto approccio interculturale.
Un intervento multi-settoriale come quello prefigurato costituisce un esordio promettente sia per lavorare sul concetto di Qualità di Vita (Quality of Life, QoL) dei beneficiari, ma anche per stimolare l’interesse del pubblico più ampio.
Una serie di strumenti comunicativi saranno a supporto e a testimonianza del progetto, aumentandone la visibilità presso il pubblico italiano:
- Un documentario girato da professionisti del settore
Fase 2: consolidamento del progetto e sottoscrizione a Bandi
In seguito alla fase pilota, una serie di opportunità di finanziamento del progetto “Rainbow Belize” saranno contemplate al fine di consolidare ed ampliarne le attività, ed aumentarne la visibilità:
- bandi di finanziamento in Italia (Nazionali, Regionali, di Fondazioni)
- proposte di partnership con altre organizzazioni, corporazioni, ONG-ONLUS con specializzazione nelle aree di intervento di del progetto
Fase 3: Candidatura a progetti EXPO 2015
Expo 2015 sarà la prossima Fiera Universale dopo Expo 2010, e sarà ospitata a Milano, in Italia. Il tema scelto per Expo 2015 è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, che abbraccia tecnologia, innovazione, cultura, tradizione, creatività e il loro legame con il cibo e l’alimentazione. Il focus su nuovi scenari e tendenze globali avrà comunque come substrato tematico il diritto ad una sana, sicura e sufficiente nutrizione per tutti gli abitanti del pianeta.
Le crescenti preoccupazioni dei futurologi circa la qualità e quantità di cibo nel prossimo futuro sono supportati da previsioni di crescente incertezza circa la disponibilità globale di cibo. Il rapido decremento delle scorte alimentari manifesta chiaramente l’urgenza globale di come Nutrire il Pianeta a prevenire la Fame nel Mondo.
I partecipanti all’Expo includeranno oltre 120 Paesi e un consistente numero di organizzazioni internazionali. Accordi son già stati stipulati per progetti in Paesi in Via di Sviluppo relativi a nutrizione ed educazione, oltre che turismo, cultura e infrastrutture.
OBIETTIVI GENERALI
- Contribuire al benessere psicosociale e Qualità di Vita di bambini orfani, abusati ed abbandonati del Belize
- Promuovere lo sviluppo socio-economico di target fortemente svantaggiati attraverso attività di generazione di reddito in Agricoltura Sociale
- Contribuire allo Sviluppo Umano tramite il trasferimento di competenze e know-how alle Comunità rurali locali.
OBIETTIVI SPECIFICI
- Creare micro-economie locali recuperando target deboli attraverso l’agricoltura sociale
- Contribuire ad uno stile nutrizionale sano ed una dieta diversificata
BENEFICIARI
Diretti: 52 orfani, abusati ed abbandonati oggetto d’intervento nel programma della ONG Barzakh Falah.
Indiretti: l’intera Comunità dei beneficiari diretti, e 5,500 orfani del Belize, tramite sensibilizzazione delle istituzioni e creazione di un esempio di eccellenza nel recupero di questo target.
ATTIVITA’
Area Psicosociale
- Orti comunitari come strumento produttivo, riabilitativo e educativo (nutrizione e salute). Particolare enfasi sarà data ai cibi tradizionali autoctoni e rimedi naturali Maya
- Implementazione di progetti in corso a Barzakh Falam: creazione di un centro di accoglienza che sia residenza permanente per 52 orfani
- Sensibilizzazione, Educazione, Prevenzione, counseling psicosociale e assistenza sanitaria
Area Sviluppo Umano
- Formazione e sviluppo di competenze
- Training specifico su micro cooperative agricole
- Costruzione di una casa-fattoria 100% ecocompatibile ed ecosostenibile per orfani, creazione di una piccola eco-azienda agricola
- Creazione di un’etichetta solidale per la vendita dei prodotti e sensibilizzare la dimensione solidale dell’acquisto, in linea con una totale eco-sostenibilità.
RISULTATI ATTESI
- Livelli adeguati di benessere psicosociale per i beneficiari coinvolti nel programma, grazie al coinvolgimento diretto nelle attività produttive
- Promozione dello Sviluppo Umano tramite l’attivazione di dinamiche socio-economiche
- Partecipazione diretta dei beneficiari nei processi produttivi
INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’
- Assenza di progetti competitor
- Un modello d’eccellenza nella cura di bambini senza privilegi, ripetibile
- Un paese sconosciuto al pubblico italiano, prono a supportare nuove iniziative
- Elevato potenziale produttivo
- BUDGET STIMATO (Fase Pilota 6 mesi):
Ipotesi di progetto pilota in agricoltura sociale – terapia orticolturale + costruzione ecocompatibile di due cupole con tecnica dei sacchi di terra per 8 bambini:
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Item |
Unitario |
Durata |
Totale |
AREA |
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1 Staff Locale (part time: coordinamento, supervisione, monitoraggio, reporting) + amministrazione + logistica |
500 € |
6 mesi |
3.000 € |
Risorse Umane |
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Materie prime + irrigazione + manodopera + logistica |
230 € |
10 letti |
2.300 € |
Progetto pilota in Agricoltura Sociale: letti di coltivazione
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Acquisto materie prime + logistica |
3.275 € |
2 |
6.550 € |
Costruzione 2 cupole eco per 8 bambini |
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Manodopera (30 gg x 5persone) |
460 € |
5 |
2.300 € |
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TOTALE |
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14.150 € |
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- BUDGET STIMATO (implementazione in 3 anni)
Infrastrutture, progetto agricolo, educazione, riabilitazione
(in BZ $: 1 BZ$ = 0.5 US$ = 0.385 €)
Anno 1
Obiettivo di fundraising: $100,000 = € 38,500 ca.
Obiettivo volontari: 200
Assessment ambientale del terreno (12ha) per prima fase progetto agricolo su 12 ettari
Inizio lavori edificio principale (40 bambini) e completamento cupole (12 bambini)
Inizio coltivazione per auto-sostentamento
Riabilitazione – educazione: ortoterapia e counselling psicosociale
Anno 2
Obiettivo di fundraising (cumulativo) $200,000 = € 77,000 ca.
Obiettivo volontari: 300
Introduzione di animali da cortile e pollame
Raggiungimento del 50% di cibo per auto-sostentamento
Edificio principale costruito al 50%
Sistemi elettrici – idrici 100% ecocompatibili
Riabilitazione – educazione: agricoltura sociale e counselling psicosociale, formazione vocazionale
Anno 3
Obiettivo di fundraising (cumulativo): $300,000 = €115.500 ca.
Obiettivo volontari: 300 + reclutamento 20 volontari locali a lungo termine
Edificio principale costruito al 80%
Autosufficienza acqua – luce 80%
Autosufficienza cibo 80%
Piccola azienda agricola e brand solidale
Accoglienza permanente di 40/52 bambini/ adolescenti
Programma di formazione e inserimento professionale
Anno …
Totale autosufficienza (cibo, acqua, elettricità..)
Totale eco sostenibilità
Produzione agricola a pieno regime
95% di inserimenti professionali, 100% obiettivi educativi e rieducativi raggiunti.
ANNEXES
ANNEX 1: Agricoltura Sociale, nuovo modello di welfare sociale
L’agricoltura sociale (AS) valorizza l’agricoltura multifunzionale nel campo dei servizi alla persona. Riguarda esperienze, programmi e interventi nei quali vengono condotte attività agricole, di coltivazione, di allevamento o di trasformazione di prodotti agroalimentari, che vedono attivamente coinvolte persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli.
Già alla fine del 1600 erano presenti riferimenti su questo argomento, ma fu Benjamin Rush, il padre della psichiatria americana, che alla fine del 1700 affermò che lavorare il terreno e coltivare le piante aveva un benefico effetto sulla salute mentale (TERESHKOVIC, 1975). Le sue scoperte furono considerate così innovative ed efficaci che si diffusero ben presto dappertutto negli Stati Uniti ed anche in Europa. Nel 1879 il Friends Hospital installò la prima serra con scopi esclusivamente terapeutici. (LEWIS, 1976).
L’AS racchiude tutte le attività agricole che generano benessere nei confronti di persone svantaggiate: accanto alla produzione di prodotti alimentari e servizi tradizionali dell’agricoltura, l’AS interviene a sostegno della produzione di salute attraverso azioni di riabilitazione/ cura, dell’educazione, della formazione, dell’organizzazione di servizi utili per la vita quotidiana di specifici gruppi di utenti, nonché nella creazione di opportunità occupazionali e remunerative per soggetti a più bassa contrattualità.
L’AS, oltre a valorizzare le potenzialità co-terapeutiche dell’interazione con i viventi, mette a disposizione luoghi dove potenziare le capacità individuali e la vita di relazione. L’AS vede attive imprese e “famiglie” agricole, strutture riabilitativo-terapeutiche, cooperative sociali, associazioni di volontariato, strutture pubbliche (es. orti e giardini pubblici) nell’avvio di iniziative. L’intervento in AS può essere declinato in larga scala (recupero di aree rurali attraverso colture massive), o in esperienze più circoscritte (Fattorie Sociali, Orti Sociali, Giardini Sensoriali /Terapeutici).
Gli utenti dell’agricoltura sociale sono soggetti:
- con disabilità fisiche, psichiche e mentali
- con difficoltà nell’apprendimento, socio-relazionali
- con disturbi della sfera affettiva
- con svantaggio sociale e a bassa contrattualità
- con dipendenze da droghe
- disoccupati di lungo periodo/ burn-out
- malati terminali
- anziani
- bambini in età scolare e prescolare
- vittime di guerra, conflitti etnici (disturbo post-traumatico da stress – PTSD).
Le finalità dell’agricoltura sociale sono numerose e si ravvisano primariamente in:
- promuovere un modello di agricoltura rivisitato, dove fattori produttivi ed economici si intersecano con valori etici e di cura della persona;
- formare nuovi profili professionali e creare opportunità occupazionali / di generazione di reddito per categorie fortemente svantaggiate;
- assicurare azioni di promozione del benessere psicosociale comunitario;
- innalzare la qualità della vita.
Da un punto di vista integrato:
- · porre l’agricoltura al centro dell’intervento socio-riabilitativo e terapeutico;
- · accompagnare la persona alla integrazione sociale attraverso un’inclusione socio-lavorativa, traendo vantaggio da interventi protetti, semi-protetti, di entità adeguata all’utenza e mai minacciosi;
- · sviluppare e/o recuperare abilità sociali, relazionali, emotive, attraverso l’attività lavorativa di gruppo e la condivisione di esperienze;
- ·
ANNEX 2
Horticultural Therapy, un’applicazione in AS
l'Horticultural Therapy (HT) (Terapia Orticolturale o Ortoterapia), viene definita come una disciplina medica che usa le piante, l’attività di giardinaggio e l’innata affinità uomo- natura, come mezzo professionale in programmi di terapia e riabilitazione. (DAVIS, 1995).
Applicazione specifica e più scientificamente caratterizzata nell’ambito dell’Agricoltura Sociale, si applica a determinate categorie di disabilità o di disagio psichico, fisico, sociale, (handicap fisici, malattie invalidanti, anzianità, tossicodipendenze, reclusione, ecc.) per le quali la pratica del giardinaggio, floricoltura, orticoltura o la semplice interazione uomo-natura hanno sortito effetti benefici, osservabili clinicamente e capaci di ridurre una forte situazione di disagio o di limitazione psico-fisica.
Sono ormai noti i numerosi effetti benefici che la coltivazione delle piante e la cura di altri organismi viventi ha sui processi terapeutici e riabilitativi:
- · stimolare il senso di responsabilità e la socializzazione;
- · combattere il senso di isolamento e inutilità in handicap fisici/psichici gravi e negli strati sociali a rischio di marginalità;
- · sollecitare l'attività motoria;
- · migliorare il tono generale dell'organismo;
- ·
Molti studi hanno poi dimostrato che poter godere della vista di un paesaggio verde aiuta a sopportare meglio il dolore, la depressione, e addirittura stimola la ripresa dell'organismo in fase di convalescenza. La percezione sensoriale, la coordinazione motoria, la soluzione creativa dei problemi, vengono efficacemente stimolate e potenziate da questa pratica
Nei Paesi dove l'orticoltura-terapia si è ormai guadagnata il crisma della scientificità, la progettazione di paesaggi, giardini e aree verdi secondo i suoi criteri, realizzata con la collaborazione tra architetti del paesaggio / agronomi / terapeuti (psichiatri, psicologi, orto terapisti), è già una realtà.
La scelta delle piante più adatte, degli strumenti di giardinaggio adeguati, delle attività per tipologia di disturbo; la costruzione di protocolli e griglie di osservazione/ monitoraggio sono i compiti che spettano ai professionisti in vista dell'a sua utilizzazione a fini terapeutici.
Gli Healing Gardens nascono nell’ambito del Social Gardening presso scuole, ospizi, carceri, ospedali, centri educativi per giovani a rischio, ospedali psichiatrici, case famiglia, ma anche presso orti botanici cittadini.
In tali ambiti si propongono attività di orticoltura e giardinaggio come strumenti di riabilitazione motoria e psichica in alternativa o a complemento di altre attività riabilitative (artistiche, artigianali, musicali, ludiche, ecc.), in quanto si prestano maggiormente al lavoro di gruppo, alla manipolazione e alla manualità, al lavoro all'aria aperta, al rapporto interattivo con l'ambiente circostante.
La funzione riabilitativa del paesaggio è stata inizialmente riscoperta e promossa soprattutto nei paesi anglosassoni sia sotto forma di Healing Garden che di Therapy Garden, rivolta primariamente a pazienti con disagi di tipo psico-sociale. Negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Giappone, in Germania e in Inghilterra, l'Horticultural Therapy è praticata come una vera e propria disciplina scientifica: sono stati progettati paesaggi, giardini e aree verdi grazie alla collaborazione di architetti del paesaggio. I giardini terapeutici, come quelli per non vedenti, anziani, disabili motori e malati di Alzheimer, permettono di muoversi tra piante e fiori senza bisogno di un accompagnatore, permettendo un' esperienza percettivo-sensoriale, di contatto ed esplorazione più autonoma.
Infine, l'orticoltura e il giardinaggio non si limitano solamente allo sviluppo di attività simboliche e riabilitative, ma anche produttive. L'acquisizione di certe conoscenze può quindi favorire l'inserimento dell’utenza nel mondo del lavoro.
ANNEX 3:
DIMENSIONI (AS, HT)
VALORI
Valore Sociale: conoscere, promuovere, divulgare un nuovo "modus" di fare agricoltura, sia per l'utenza che per la collettività, sensibilizzare all'uso della natura come fattore di cura e riabilitazione
Valore Didattico-Formativo: la coltivazione e produzione è importante occasione sia educativa che formativa e riabilitativa: l’acquisizione e lo sviluppo di capacità e competenze è fondante per la persona, motivante alla crescita e migliorativa dell’autostima
Valore Relazionale: centrato sul riabilitarsi attraverso la costruzione di una causa comune per l'ottenimento di un fine comune (lavoro di gruppo e dimensione di collettività)
Valore Etico: divulgazione di un concetto solidale di fare agricoltura, integrato, multifunzionale, al servizio del territorio, ed “eco”
Valore Economico: la vendita dei prodotti finali e l’ottenimento di risultati economici è fattore che lega motivazioni intrinseche (attitudini, impegno e passione) a quelle estrinseche (obiettivi, risultati economici) in un processo dinamico di crescita di responsabilità.
BENEFICI
Terapeutico-riabilitativi:
- · Benessere fisico
- · Benessere psicologico
- · Benessere emozionale-spirituale
Sociali:
- · Appartenenza fisica
- · Appartenenza sociale
- · Gestione tempo libero
Economici:
- · Rilevanza economica delle attività lavorative (sul singolo e la comunità)
- · Occupazione Generazione di reddito