L’Intelligenza Artificiale di Google ha completato Pokémon Blu

Continuate a leggere solo se negli anni ’90 avevate tra i 10 e i 20 anni. Se siete nati prima o dopo, mi spiace ma potreste non capire. O non seguire la faccenda. O non essere proprio sicuri del perché meriti un approfondimento.
Proviamo ad andare con ordine. Qualche settimana fa Google ha tenuto la consueta conferenza annuale rivolta agli sviluppatori, un’occasione per mostrare i muscoli e lasciare intravedere cosa l’azienda tech ha in serbo nei prossimi anni. L’evento targato 2025 ha praticamente parlato solo e soltanto di Intelligenza Artificiale, di come il modello made in Google (Gemini) sia sempre più performante e permette(rà) di fare cose impensabili fino a 10, 5, 1 anno fa…

Con l’obiettivo di impressionare la platea e dimostrare quanto sia performante, il CEO di Google, Sundar Pichai, classe 1972, ha affermato in apertura che Gemini ha battuto proprio pochi giorni prima la Lega Pokémon e concluso il videogioco Pokémon Blu, pubblicato nel 1998 su Game Boy.
La notizia è questa e molti potrebbero pure terminare qua la lettura. Forse sospirando con un sommesso “embè“. Forse sbirciando il video qui sotto (è breve…), pubblicato su Twitter…pardon X, dallo stesso Pichai.

Ma chi invece in quel 1998 aveva l’età giusta per lasciarsi rapire dalla Pokémon-mania, insistere con la mamma per comprare un Game Boy e relativa copia del gioco, per tornare da scuola e incollarsi di fronte alla tv a tubo catodico per guardarsi le avventure di Ash Ketchum, e poi trovarsi con gli amici improvvisando su una panchina del parco una sfida al gioco di carte collezionabili, insomma chi anagraficamente c’era dentro fino al collo, alcune domande avranno iniziato a balenarsi nella sua testa.

Ad esempio, quale Pokémon iniziale ha scelto? Charmender, Squirtle o Bulbasaur? Quanti Pokémon ha catturato? O ancora quale strategia ha adottato per completare il gioco? E quante ore ci ha messo?
Se l’IA è una sintesa di efficienza, efficacia e un pizzico di creatività para-umana, allora quali scelte avrà ben ponderato per aver ragione di Pokémon Blu e soprattutto per sconfiggere lo smorfioso rivale Gary, estrema sfida dopo le altrettanto combattute battaglie contro i Superquattro?

Domande che per fortuna possono avere una risposta, perché Google, consapevole dell’interesse che la sfida tecnologica poteva generare, ha stremmato l’intera partita su Twitch. E non è stato uno streaming veloce e piacevole, perché Gemini ci ha impiegato 800 ore, un mese e qualche giorno di videogioco ininterrotto, in barba alla lamentele dei nostri genitori, dei nostri insegnanti di allora e del temutissimo MOIGE.
800 ore sono uno sproposito, dal momento che il sito How long to beat1 contabilizza circa 26 ore solo per completare il gioco e un centinaio per concluderlo nella sua totalità, incluso il completamento del Pokédex catturando i 151 mostriciattoli.

Altro quesito. Quale Pokémon iniziale ha scelto? Tutti sanno che non è una scelta a cuor leggero, c’è un fine bilanciamento tra simpatia, figaggine evolutiva (Charizard batte Blastoise) e semplicità di gioco. Se il nostro intento è superare con disinvoltura i primi 2 Capipalestra, Brock e Misty, rispettivamente specialisti con Pokèmon tipo Roccia e Acqua, ecco allora che l’erbivoro Bulbasaur è la scelta più adatta. Squirtle, tipo Acqua, viene subito dopo, forte anch’esso contro i Pokémon Roccia, ma neutro nei confronti dei compagni dello stesso tipo. Ininfluenti infine le abilità piroclastiche di Charmender, poiché il Fuoco non brucia affatto la Roccia, mentre è alquanto sofferente rispetto all’Acqua.
Indovinate chi ha scelto Gemini? Squirtle, scelta ok ma non troppo efficiente.

Ulteriore stranezza è il modo con cui ha affrontato il livellamento della squadra. Gemini ha optato per far evolvere Squirtle fino al suo stadio massimo (Blastoise), per poi potenziarlo fino al livello 86. Lavorando quasi interamente su quest’ultimo, si è praticamente dimenticati di far scendere in campo e far progredire gli altri membri della squadra, verosimilmente reclutati a inizio avventura ma lasciati spesso in panchina, anche quando avrebbero potuto avere un vantaggio significato, ad esempio legato alle debolezze dei Pokémon schierati da capipalestra e rivale.
La squadra assemblata da Gemini comprende Lv. 37 Weepinbell, Lv. 9 Zubat, Lv. 8 Pikachu, Lv. 22 Nidoran e Lv. 15 Spearow. Considerando che i Superquattro hanno Pokémon di livello 50-55 e soprattutto che le loro squadre sono straordinariamente assortite, beh far fare il lavoro sporco solo a uno strapotente Blastoise può effettivamente condurre alla vittoria, ma forse non nel modo più agevole e furbo possibile!

Cosa ci insegna degli atteggiamenti dell’Intelligenza Artificiale questa faccenda? Beh sicuramente è un grosso traguardo l’aver completato il gioco, imparando da sola a navigare tra i menù, comprendere i dialoghi con gli altri personaggi e decifrare le regole delle battaglie.

E lo ha fatto praticamente senza alcun insegnamento esterno, ecco magari avendo la possibilità di cercare su internet lo scibile umano ora disponibile in merito ai Pokémon, laddove 25 anni fa noi dovevamo affidarci a riviste, compagni di classe e l’immancabile cuggino onnisciente. Senza dubbio le case sviluppatrici di videogiochi sfrutteranno sempre più l’Intelligenza Artificiale per capire se un videogioco è accessibile e privo di ostacoli, magari configurando diversi parametri in base alle tipologie di giocatori che si affacceranno all’avventura in questione.

Quello che sicuramente capiamo da Gemini che gioca a Pokémon è che l’IA è estremamente noiosa, di sicuro non cerca il divertimento, non pensa a come avere appagamento da un’avventura tutto sommato abbordabile e semplice, quanto piuttosto procede a tentativi, non soffre la frustrazione di perdere di continuo e nemmeno di dedicare uno sproposito di tempo a tentare e ritentare finchè non porta a termine il compito assegnatole. Cosa che funziona con mansioni operative ma ben poco si addice al piacere che un videogioco dovrebbe apportare, pena l’abbandono fulmineo…


  1. How Long to Beat

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