Cosa succede quando la passione per il recupero incontra un luogo che ha fatto della rinascita la propria missione? Succede una giornata magica, ricca di scambi, sorrisi e storie che meritano di essere raccontate. Recentemente, …
Si avvicina il momento fatidico della dichiarazione dei redditi e molti non sanno che esiste un’opzione per sostenere le associazioni del territorio. Scrivendo il codice fiscale di Progetto Nuova Vita (90040430127) ci aiutate concretamente per …
Un’idea, un sogno, un’intuizione rimane tale finchè poi non diventa concreta, prende dimora e ha un luogo, uno spazio dove germogliare. E’ proprio quello che è successo a Progetto Nuova Vita più di 10 anni …
Il primo weekend di febbraio ci ha visto protagonisti in uno degli appuntamenti che più amiamo: Expo Elettronica presso Malpensa Fiere. Tra i padiglioni affollati, il nostro stand è stato un punto di incontro per …
Qualche mese fa siamo stati nel comune di Besano, un tiepido Sabato mattina di Settembre, giorno del ritiro dei rifiuti ingombranti. In quell’occasione abbiamo salvato decine di computer e altri dispositivi informatici dallo smaltimento indiscriminato, …
Cosa succede quando la passione per il recupero incontra un luogo che ha fatto della rinascita la propria missione? Succede una giornata magica, ricca di scambi, sorrisi e storie che meritano di essere raccontate.
Recentemente, noi di Progetto Nuova Vita abbiamo partecipato con il nostro stand alla terza edizione del Mercatino del Riuso presso l’Osteria Sociale La Tela di Rescaldina.
Come molti sanno, l’osteria sorge in un bene confiscato alla criminalità organizzata, restituito alla cittadinanza per diventare molto più di un ristorante, piuttosto un punto di aggregazione, cultura e inclusione. È uno spazio che ha vissuto, anche lui, una “nuova vita“.
Portare qui il nostro stand ed i nostri computer rigenerati ci ha connesso ad altri oggetti ed espositori che hanno fatto anche loro del riciclo una missione: oggetti pronti per la discarica o dimenticati in qualche cantina che trovano invece una seconda possibilità, all’interno di un luogo che ha fatto lo stesso percorso di riscatto e rinascita.
La parte più bella della giornata, primo accenno di estate, sono state le chiacchierate sia nel cortile esterno sia seduti al tavolo dell’osteria, una conferma che la sensibilità verso l’economia circolare sul nostro territorio è più viva che mai.
Il video della nostra giornata al Mercatino del Riuso
Si avvicina il momento fatidico della dichiarazione dei redditi e molti non sanno che esiste un’opzione per sostenere le associazioni del territorio.
Scrivendo il codice fiscale di Progetto Nuova Vita (90040430127) ci aiutate concretamente per l’acquisto di componenti e materiali, mantenere attivi ogni settimana i nostri laboratori e permetterci di partecipare a fiere e eventi nella provincia di Varese.
Un’idea, un sogno, un’intuizione rimane tale finchè poi non diventa concreta, prende dimora e ha un luogo, uno spazio dove germogliare. E’ proprio quello che è successo a Progetto Nuova Vita più di 10 anni fa: c’era la voglia di recuperare computer non più utilizzati, rigenerarli e donarli poi a cittadini, associazioni e scuole. E poi c’è stato lo spazio offerto dal comune di Olgiate Olona all’ultimo piano delle scuole medie Dante Alighieri, trasformato in laboratorio informatico, dove allestire una sorta di catena di rigenerazione per tutti gli interventi a computer, schermi e telefoni.
Per noi di Progetto Nuova Vita, l’aula informatica di Olgiate Olona è stata esattamente questo: la nostra culla. È tra quelle mura che abbiamo acceso i primi computer, si è formata la vecchia guardia di volontari e abbiamo donato i primi dispositivi a persone incuriosite dalla neonata associazione.
Cosa sta succedendo? A causa di alcuni lavori necessari nell’edificio delle scuole medie, abbiamo dovuto lasciare il laboratorio di Olgiate. Manteniamo ovviamente il laboratorio a Cairate e altri magazzini a Olgiate Olona, ma ecco è con una certa lacrimuccia che lasciamo quei locali, il primo laboratorio e un’aula informatica attrezzata e funzionale.
Grazie al comune di Olgiate Olona per averci ospitato fin dalla nascita e aver accompagnato la nostra crescita!
Il primo weekend di febbraio ci ha visto protagonisti in uno degli appuntamenti che più amiamo: Expo Elettronica presso Malpensa Fiere. Tra i padiglioni affollati, il nostro stand è stato un punto di incontro per tantissimi appassionati provenienti da Lombardia e Piemonte, tutti accomunati da un unico desiderio: scoprire le ultime novità e tendenze in fatto di tecnologia.
Lo slogan sul nostro striscione parla chiaro: “Non buttare il tuo PC“. Durante la fiera abbiamo mostrato concretamente come computer non più usati che molti darebbero per spacciati giravano fluidi grazie alla potenza del software Open Source e delle distribuzioni Linux, pronte a diventare una risorsa per iniziare a studiare o per aggiornare le proprie competenze lavorative. O anche per portarsi a casa una macchina che riproduce con estrema fluidità le vecchie glorie videoludiche tanto amate in sala giochi…
Oltre ai visitatori abbiamo anche incontrato moltissime altre associazioni lì presenti come espositori, un ottimo modo per fare rete e creare sinergie tra coloro che hanno a cuore il riciclo informatico e il software open source.
Ovviamente le fiere e altri eventi pubblici sono anche l’occasione per reclutare nuovi volontari e dobbiamo dire che il poster con Tux, la mascotte di Linux, in stile Zio Sam che sorregge l’invito ad unirsi alla nostra associazione, ha sortito l’effetto. Se hai parlato con noi e vuoi diventare volontario puoi scriverci una mail a info@progettonuovavita.it o vieni a trovarci nel nostro laboratorio di Cairate il Sabato mattina.
Qualche mese fa siamo stati nel comune di Besano, un tiepido Sabato mattina di Settembre, giorno del ritiro dei rifiuti ingombranti. In quell’occasione abbiamo salvato decine di computer e altri dispositivi informatici dallo smaltimento indiscriminato, per poterli poi raccogliere, rigenerare e donare ad altri cittadini o associazioni.
In quell’occasione eravamo lì anche per annusare il terreno: la risposta ricevuta in precedenza è stata positiva, ma ci è sembrato sin da subito chiaro che una sola mattinata non era sufficiente, e molti cittadini non hanno potuto portare il materiale da donare perchè assenti o impegnati in altre attività. Un vero peccato…
Siamo felici oggi dopo alcuni mesi di scambi di email con il sindaco di Besano, di poter istituire sul territorio del comune un Punto di raccolta informatico permanente, che rimarrà a disposizione dei cittadini per alcuni mesi, dove potranno portare dispositivi informatici (computer e smartphone) che non usano più.
Tra qualche mese i volontari di Progetto Nuova Vita andranno a ritirare il materiale donato, così da portarlo nel nostro laboratorio per le procedure di rigenerazione, nella possibilità concreta di donarlo a qualcun altro poco dopo.
Se abitate a Besano o passate da quelle parti, l’indirizzo da segnare è: ambulatori comunali di Villa Azzurra, in Via Restelli 4, a Besano, secondo gli orari di ricevimento dei medici di base.
Il materiale che raccogliamo riguarda computer dotati di Windows 7 e successivi, monitor LCD (quelli piatti per intenderci) e smartphone non più vecchi di 10 anni (dotati di touch screen). Non è necessario che abbiano la confezione originale o cavi/accessori inclusi.
Oggi è il Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in rete, ed è un giorno speciale per Progetto Nuova Vita.
Oggi ci uniamo a migliaia di associazioni in giro per il mondo per riflettere su come la protezione dei nostri dati informatici non sia solo una questione di password robuste, ma anche un atto di cura verso l’ambiente e la comunità.
Spesso pensiamo alla sicurezza digitale come a una difesa astratta contro i virus, un qualcosa che non ci riguarda, appannaggio solo delle multinazionali del software, anzi forse qualcosa di cui siamo terrorizzati proprio perché non ne abbiamo nessun controllo. È vero il contrario, essa inizia dalla manutenzione concreta dei nostri dispositivi, computer e smartphone.
Effettuare una regolare pulizia digitale, eliminando file inutili e disinstallando quelle app dormienti che non utilizziamo più, non serve solo a liberare spazio prezioso. Serve a ridurre drasticamente la cosiddetta “superficie di attacco” per i malware, che spesso sfruttano proprio le vulnerabilità di software obsoleti e dimenticati.
Allo stesso tempo, un dispositivo leggero e pulito fatica meno, si scalda meno e mantiene prestazioni elevate più a lungo, permettendoci di rimandarne la sostituzione. In quest’ottica, la sicurezza diventa una forma di resistenza all’obsolescenza: proteggere i propri dati significa dare nuova vita ai propri strumenti tecnologici, trasformando la consapevolezza digitale in un concreto risparmio ambientale. Bingo, proprio la missione di Progetto Nuova Vita.
Questo approccio consapevole alla tecnologia diventa fondamentale quando decidiamo che un dispositivo ha terminato il suo ciclo d’uso nelle nostre mani. Molte persone scelgono di non donare o riciclare i vecchi PC per il timore che i propri dati personali possano finire nelle mani sbagliate, preferendo lasciare che l’hardware si trasformi in rifiuto elettronico dimenticato in un cassetto. Per abbattere questa barriera e incentivare il riuso solidale, è essenziale padroneggiare poche e semplici procedure di sicurezza.
Prima di portare un PC o uno smartphone in un centro di riuso come Progetto Nuova Vita, è sufficiente effettuare un backup completo per poi procedere a una formattazione profonda o al ripristino delle impostazioni di fabbrica. Queste operazioni non si limitano a cancellare i file, ma sovrascrivono la memoria rendendo i dati privati irrecuperabili. Superare la paura del furto d’identità attraverso una guida pratica alla dismissione sicura permette alla tecnologia di circolare di nuovo: un gesto di igiene digitale si trasforma così in un atto di generosità, consentendo a un computer rigenerato di diventare una risorsa per chi ne ha più bisogno, senza alcun rischio per chi lo ha donato.
Premessa fondamentale: voi magari non siete contenti della musica a tutto volume dei vostri vicini di casa, ma se metterete in pratica la soluzione che fra poco vi presenteremo, anche i vostri vicini non saranno affatto contenti. Potrebbero rendere la prossima riunione di condominio una seduta fiume, o peggio riceverete una notifica con l’obbligo di presentarvi di fronte a un giudice…
Ma tant’è, tutto in nome della sperimentazione tecnologica e dei testi con l’intelligenza artificiale (software di riconoscimento e decodifica audio nella fattispecie…), e se qualcosa va in vacca…beh, provate a dire che lo stavate facendo per la scienza…
Ma esattamente a cosa stiamo alludendo? Roni Bandini odia il Raggaeton, proprio quel genere che mischia il reggae caraibico con la musica elettronica, hip hop e dance. E odia ancora di più questo ritmo di mattina presto, messo su dal vicino di casa e su cui quindi non si ha nessun controllo, nessuna possibilità di ridurre il volume che straborda oltre le pareti teoricamente insonorizzate, nessuna possibilità di passare oltre rispetto al brano stra-ripetitivo e fin troppo lungo in riproduzione, nessuna chance di porre una fine definitiva a questo strazio premendo il tasto Stop.
Niente di niente? Sicuri? Ed ecco che arriva in soccorso l’intelligenza artificiale, in particolare un software ribattezzato “Reggaeton Be Gone“, Reggaeton pussa via, che riconosce una melodia odiata in sottofondo, e poi di prodiga per disturbarla inviando dei dati sgraditi all’apparecchio Bluetooth che la sta riproducendo. Così che chi sta ascoltando pensa ci sia un difetto tecnico e o cambia canzone o spegne del tutto l’apparecchio. L’intelligenza artificiale registra il tutto e tramite autoapprendimento migliora sia sul fronte di identificazione (già alle prime note, stile Uomo Gatto di Sarabanda) sia sulle strategie di disturbo.
Tom’s Hardware ci spiega anche come riprodurlo in casa*, utilizzando un computer Raspberry, ma come da nostro stile, qualsiasi computer inutilizzato a disposizione può fare al caso nostro e ridurre i rumori molesti del vicinato.
Per realizzare il progetto, Bandini ha utilizzato un Raspberry Pi 3 B+ collegato a un pannello display OLED DFRobot con risoluzione 128 x 32px. Un microfono USB è stato utilizzato per gestire l’audio, mentre un pulsante è utilizzato per controllare quando il sistema verifica la presenza di musica reggaeton nelle vicinanze.
Altri componenti utilizzati includono una scheda microSD, un alimentatore da 5V 3A, cavi jumper femmina-femmina e un case stampato in 3D.
“La password del Louvre era Louvre“. Così il giornale francese Liberation titolava a pochi giorni dal furto dei gioielli di Napoleone dal museo più famoso e visitato dal mondo. Oltre al danno la beffa, come si suol dire: non solo dei ladri si sono intrufolati nelle sale del museo praticamente indisturbati tramite una finestra lasciata aperta per arieggiare, e mentre le telecamere erano puntate su tutt’altri preziosi in pochissimi minuti hanno forato la teca, prelevato i monili e fuggiti indisturbati sugli Champs-Élysées.
Una falla di sicurezza acuita poi da ulteriori indagini invece sui sistemi informatici che proteggono il museo, il sistema di acquisto dei biglietti online, i dati di coloro che comprano sul sito del museo e anche il sistema informatico di accessi e permessi. Le evidenze hanno rivelato delle password debolissime, come il nome stesso del museo o del fornitore del sistema di protezione: degli errori da principianti per proteggere magari dei software molto sofisticati costati un patrimonio ai contribuenti francesi. E’ come se io installassi a casa mia una blindata ultra-resistente ma poi lasciassi la chiave di casa sotto lo zerbino! Insomma, si rischiava un secondo tentativo di furto a distanza di poche settimane, un’opportunità golosa per una banda di ladri e hacker!
E se nemmeno uno dei luoghi simbolo della Francia e dell’Europa sembra più un castello di carte che un solido deposito di Zio Paperone, i rischi che noi utenti poco esperti e ignari corriamo sono molto alti. Soprattutto se contiamo sul fatto che le 3 password più usate in Italia sono “admin“, “password” e la sempreverde “123456“.
Di password e altri pericoli legati ad un uso poco attento di internet abbiamo parlato recentemente di fronte ad una platea di oltre 20 persone molto interessate e partecipi all’Università per tutte le età (UTEL) di Olgiate Olona. Argomenti come truffe online e privacy, fake news e disinformazione, interazioni sui social network, nonché quali password sono più sicure (spoiler: quelle lunghe, con lettere, numeri e simboli) sono stati adeguatamente sviscerati dai volontari di Progetto Nuova Vita.
Siamo molto soddisfatti di integrare alla nostra attività in laboratorio iniziative simili, volte a rendere la cittadinanza più consapevole e attenta circa i rischi informatici. In un mondo sempre più digitale, i ladri e i “furbetti” si sono spostati di fronte al computer, magari a migliaia di chilometri da casa nostra, per poter ingannarci e coglierci in fallo nei momenti di maggior vulnerabilità.
Impossibile vivere senza smartphone oggigiorno, vero? A occhio e croce ognuno di noi ha in questo momento uno smartphone in tasca, sulla scrivania o proprio sul palmo della propria mano. E probabilmente nel cassetto del comò ce ne è almeno un altro, non si sa mai metti che si rompe all’improvviso. O forse ce ne sono 2…
Insomma se in Unione Europea siamo in 500milioni, 1 miliardo circa di smartphone sono un quantitativo da non sottovalutare! E infatti qualche anno fa proprio l’Unione Europea è corsa ai ripari con il Regolamento 2023/16701, i cui effetto si iniziano a vedere nelle vite di tutti i giorni.
Prima di tutto una rassicurazione: noi cittadini non dobbiamo fare nulla, non dobbiamo correre a sostituire i nostri smartphone. Anzi l’obbligo imposto ai produttori va proprio nella direzione contraria, estendere la vita utile di un dispositivo hardware e fare sì che la sostituzione sia meno frequente, così da limitare l’impatto ambientale.
Proprio come i computer, infatti, mettere in commercio un nuovo prodotto “costa” al nostro pianeta ingenti risorse per estrarre le materie prime, effettuare la produzione di massa, trasportarlo nei negozi e infine anche smaltirlo correttamente.
Pertanto gli smartphone oggi in commercio devono soddisfare dei requisiti più stringenti dei modelli precedenti e garantire standard di progettazione e produzione di un certo tenore.
Ecco cosa chiede l’Europa a Samsung, Apple, Google, Xiaomi, Oppo eccetera:
Maggiore resistenza della scocca causata da danni accidentali
Protezione dei componenti principali da acqua e polvere
Maggiore durata delle batterie, devono garantire un deterioramento massimo del 29% dopo 800 cicli di ricarica (se lo ricarichiamo 1 volta al giorno sarebbero 2 anni e mezzo)
Possibilità di essere smontato e riparato. Oggigiorno per semplificare i processi di produzione (e risparmiare sulla manodopera) molte aziende preferiscono incollare o integrare quanti più componenti possibili, con il problema che se si rompe una minima parte ecco che bisogna sostituire gran parte del dispositivo quando non acquistarne uno nuovo! Ecco perché il nuovo Regolamento richiede una maggiore riparabilità con componenti da sostituire disponibili entro 1-2 settimane massimo e fino a 7 anni dopo il termine della commercializzazione in Europa
Almeno 5 anni di aggiornamento del sistema operativo e di sicurezza, contro una media attuale di 2
Nessuna protezione software impossibile da aggirare per riparatori professionisti, laddove oggigiorno certe aziende specie quelle con della frutta morsicata sulla scocca, impediscono l’accesso a determinate impostazioni, obbligando l’utente a dover spedire il telefono al centro assistenza ufficiale, magari lontano e costoso, per interventi minimi e veloci
Insomma un intervento legislativo a tutto tondo, che pone un freno a certe comodità di cui le multinazionali si sono approfittate e in grado di aiutare sia noi utenti sia il nostro prezioso ambiente!
Settembre è volato via all’insegna dell’entusiasmo e della partecipazione per Progetto Nuova Vita! Siamo stati protagonisti di due importanti fiere sul territorio di Cairate, dove si trova il nostro laboratorio, trasformando ogni incontro in un’opportunità per dare una seconda vita alla tecnologia.
La prima tappa è stata la storica Festa del Coniglio e dell’Uccello di Peveranza, il 28 settembre. Alla 49ª edizione, il nostro gazebo è diventato un polo di attrazione per curiosi di ogni età. Da un lato, abbiamo raccolto computer che giacevano inutilizzati nelle case, pronti per essere rigenerati; dall’altro, abbiamo dato nuova vita a vecchi PC trasformandoli in fantastiche console per il retrogaming grazie a Batocera. Il risultato? Bambini e adulti affascinati dai classici dei videogiochi, a dimostrazione che un computer “vecchio” può ancora regalare grandi emozioni!
Progetto Nuova Vita alla 49° Festa del Coniglio e dell’Uccello di Peveranza, frazione di Cairate
Una settimana dopo, il 5 ottobre, abbiamo replicato alla Festa di Cairate, nel suggestivo contesto del monastero. Qui, oltre a mostrare i nostri progetti, abbiamo dialogato con molti cittadini preoccupati per l’imminente fine del supporto a Windows 10 e il passaggio obbligato a Windows 11.
La nostra soluzione, efficace e sostenibile, ha un nome: Linux. Installando questo sistema operativo, è possibile non solo salvare i propri dati, ma anche estendere notevolmente la vita del proprio computer, evitando un acquisto inutile e contrastando l’obsolescenza programmata. Una scelta intelligente per il portafoglio e per l’ambiente.
Progetto Nuova Vita alla Festa di Cairate 2025
Queste giornate ci hanno riempito di energia e confermano l’importanza della nostra missione. Grazie a tutti per il vostro supporto!
Sede Legale: Via L. Greppi, 4 - Olgiate O. (VA)
Sede operativa Olgiate O. - via V. Veneto 3
Sede operativa Cairate - piazza Libertà 7
Tel: 348.313.7411
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